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Questo opuscolo è stato redatto dal Prof. Piergiorgio Pietta. Il Prof. Pietta ha svolto la sua attività di Docente Universitario e Dirigente di Ricerca del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). E autore di numerosi studi pubblicati su riviste internazionali e di libri sul ruolo di nutrienti e piante officinali. Prende parte a programmi televisivi nazionali riguardanti il benessere e la salute.
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E' generalmente riconosciuto che la dieta seguita dai nostri antenati durante una millenaria evoluzione è fisiologicamente più indicata di quella dei nostri tempi. La discordanza tra i nostri fabbisogni nutrizionali geneticamente determinati e la dieta attuale viene ritenuta una delle cause di alcuni disturbi tipici del nostro tempo. In particolare, la carenza nella nostra dieta di componenti basici (presenti come sali organici di potassio e magnesio nei vegetali, che venivano copiosamente consumati dai nostri antenati) e la loro sostituzione con il sale (sodio cloruro, pressoché assente nei vegetali ed usato a sproposito nell'attuale alimentazione) non permette di neutralizzare il carico acido prodotto dai cibi acidogeni, cioè che producono nell'organismo acidi derivanti dal metabolismo di zolfo, fosforo e cloro. Si instaura così uno stato di acidosi metabolica cronica latente, che tende ad aumentare con l'avanzare dell'età, in conseguenza del fisiologico declino della funzione renale (essenziale per il mantenimento dell'equilibrio acido-base dell'organismo). Tale stato ha conseguenze negative sull'organismo, quali il ritardo della crescita in età infantile(1) , la diminuita formazione di massa muscolare(2) , la perdita di massa ossea(3) , la formazione di calcoli renali(4) .. 1 L'acidosi compromette la secrezione dell'ormone della crescita. 2 L'acidosi determina uno spreco metabolico dell'azoto. 3 L'acidosi consuma l'osso che rilascia calcio per tamponare il carico acido indotto da una dieta acidogena. 4 L'acidosi comporta un aumento della concentrazione urinaria di calcio, il che si traduce in un maggior rischio di calcolosi. L'equilibrio acido-base è di grande importanza per la struttura e la funzione delle proteine, la permeabilità delle membrane cellulari, la distribuzione degli elettroliti e per la funzione articolare. L'organismo dispone di diversi sistemi per regolare tale equilibrio, basati sul potere tampone del sangue e dei liquidi intra- ed extra-cellulari, sullo scambio di gas a livello polmonare e sulla secrezione renale. Si consideri il sangue: il suo pH oscilla tra valori molto ristretti ( 7,37 e 7,43); per mantenere costanti tali valori , interviene in prima linea il bicarbonato, seguito dall'emoglobina, dalle proteine plasmatiche e dal fosfato. Questo insieme di tamponi è molto efficiente e consente una rapida e costante regolazione del pH del sangue. L'eliminazione dell'anidride carbonica attraverso i polmoni permette di evitare una diminuzione del pH del sangue; eguale risultato si ha con la secrezione nell'urina di protoni (H ) derivanti dalla degradazione di diversi metaboliti. Al riguardo, cioè ai fini di una efficiente neutralizzazione dei protoni, rivestono una particolare importanza i sali organici (come il citrato) di minerali ed oligoelementi. Questi sali si dissociano liberando anioni organici (citrato) e catione metallico (potassio, K ) [1]. Gli anioni - in relazione alla costante di dissociazione dei corrispondenti acidi - associano protoni, dando luogo ad acidi [2], che vengono successivamente trasformati in anidride carbonica ed acqua [3]. Il catione metallico viene invece riassorbito a livello renale (scambio con altri protoni), il che si traduce in una ulteriore eliminazione di acidità.
Questo percorso ha quindi prodotto eliminazione di acidità (H+). L'equilibrio acido-base può subire modifiche che determinano una brusca caduta del pH del sangue, come nel caso dell'acidosi respiratoria e metabolica, cui si pone rimedio tramite infusioni di bicarbonato. Accanto a queste forme manifeste, ve ne sono altre latenti e di piccola entità, in cui il pH del sangue è ancora negli intervalli normali, ma la sua capacità tampone è compromessa. Diversi studi confermano che una dieta moderata in proteine animali e generosamente ricca di cibi vegetali, che sono fonte di sali di potassio sotto forma di sali organici metabolizzabili a bicarbonato, minimizza o elimina l'acidosi metabolica latente e, quindi, ne limita le conseguenze patofisiologiche. In tale quadro, cioè nell'ambito di una dieta ricca di frutta e verdura, si inseriscono in modo appropriato gli integratori di sali basici (sali di basi forti con acidi deboli, come quelli organici), al fine di neutralizzare un possibile carico acido latente con il risultato di migliorare il bilancio del calcio, fosforo ed azoto, a tutto vantaggio del tessuto osteo-articolare e muscolare.
La quantità ed il tipo di proteine influenza la perdita di massa ossea dopo la menopausa. Questa osservazione è sostanziata da studi condotti per 10 anni, che hanno in particolare evidenziato che:
Una successiva ricerca fatta sull'alimentazione vegetariana ed onnivora ha dimostrato che una grande parte dei soggetti con un'alimentazione sufficientemente basica (vegetariani) avevano una quantità di calcio meglio bilanciata. Nonostante l'apporto di calcio fosse eguale nei due gruppi, in quello degli onnivori (che consumavano più carne e, quindi, producevano più acidità) si è avuta una maggiore eliminazione di calcio (Fig. 2) .
La relazione tra dieta e densità minerale ossea è stata investigata in 994 donne sane in premenopausa (età compresa tra 45-49 anni). Le donne con maggiore apporto di zinco, magnesio, potassio, fibra e vitamina C (nutrienti che abbondano nei vegetali) sono risultate avere una maggiore densità ossea lombo-spinale e femorale (Fig. 3).
In un recente studio, 60 donne in menopausa sono state sottoposte ad una dieta povera di sale (87 mmol/giorno di sodio pari a 5 g di sale) e poi randomizzate in due gruppi: uno ha seguito una dieta ricca di sale (227 mmol/giorno di sodio, pari a 13 g di sale) + placebo , il secondo ha seguito la stessa dieta ricca di sale + potassio citrato (90 mmol/giorno). All'inizio ed alla fine (4 settimane) delle due diete, sono stati misurati i livelli urinari di calcio, N-telopeptide, cAMP, e quelli plasmatici di osteocalcina e di PTH (ormone paratiroideo). L'osteocalcina, il cAMP e il PTH non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi. Al contrario, il calcio urinario è cresciuto in modo significativo nel gruppo a dieta con alto contenuto di sale + placebo (42 +12 mg/giorno), mentre è diminuito nel gruppo verum (dieta ricca di sale + potassio citrato); parimenti, il N-telopeptide è risultato pari a 6.4 nmol di collageno osseo equivalenti/mmol creatinina nel gruppo placebo contro le 2.0 nmol di collageno osseo equivalenti/mmol creatinina nel gruppo verum. Questi risultati hanno permesso di concludere che la supplementazione con potassio citrato può essere benefica per le donne in menopausa a rischio di osteoporosi, soprattutto per quelle che consumano quantità generose di sale.
In una metanalisi di 34 lavori pubblicati in 16 paesi, si è dimostrata una correlazione diretta tra la frequenza delle fratture all'anca ed il contenuto proteico dell'alimentazione. La relazione tra densità ossea e consumo di alimenti basici è stata oggetto di uno studio condotto in soggetti anziani per un periodo di 4 anni. I risultati hanno evidenziato che un alto consumo di frutta e verdura, per il loro alto contenuto di sali organici di potassio e magnesio, è associato ad una più elevata densità ossea. La supplementazione di potassio bicarbonato a giovani donne (14 di età compresa tra 18-26 anni) sottoposte a digiuno per quattro giorni (condizione questa che determina acidosi dovuta alla formazione di chetoacidi) ha consentito di ridurre i livelli di calcio plasmatici ed urinario, il che significa un risparmio del tessuto osseo. Al contrario, nelle donne del gruppo di controllo (anch'esse a digiuno , ma supplementate con un placebo costituito da potassio cloruro) questi livelli sono aumentati, indicando così una degradazione del tessuto osseo (Fig. 4) .
La validità della supplementazione di potassio bicarbonato nel mantenere un corretto bilancio minerale e preservare lo scheletro, e di un corretto rapporto tra cibi di origine animale e vegetale nel ridurre il rischio di fratture dell'anca è stata descritta anche per donne oltre i 50 anni. In conclusione, le ricerche condotte dimostrano chiaramente che il consumo di alimenti acidi porta ad un maggior utilizzo di sostanze minerali, come calcio, sodio e magnesio, a danno delle risorse ossee. Un alto contenuto di proteine nell'alimentazione, soprattutto in età avanzata ed in presenza di funzioni renali deboli, favorisce l'insorgenza di acidosi. Di contro, un aumentato apporto di sostanze alimentari basiche, come ad esempio supplementi minerali basici, impedisce lo stabilirsi dell'acidosi e quindi contrasta la perdita della sostanza ossea.
Nei pazienti affetti da calcionefrolitiasi con ipercalciuria una limitazione dell'apporto giornaliero di proteine ha portato ad una significativa alcalinizzazione del sangue entro i valori della norma (pH 7,34 - pH 7,37). Questo si ripercuote anche sull'equilibrio del calcio, la cui eliminazione attraverso i reni si abbassa. Cresce la concentrazione del citrato, mentre quella dell'ossalato decresce (Fig. 5) . La ridotta acidosi metabolica, conseguente al ristretto apporto di proteine, riduce il rischio della formazione dei calcoli renali (calcoli di calcio ossalato); questo grazie all'aumento nell'urina del citrato ed alla contemporanea diminuzione dell' ossalato e di calcio . Con l'avanzare dell'età, la capacità di eliminare gli acidi attraverso i reni diminuisce. Il pH del sangue si scosta dai valori della norma e la concentrazione di bicarbonato nel sangue si abbassa (Fig. 6) . Pertanto, può svilupparsi uno stato di acidosi indipendentemente dal tipo di alimentazione. Tale stato può essere aggravato da diete ricche di alimenti acidogeni. E' quindi importante che gli anziani abbiano cura di avere un corretto equilibrio acido-base ed assumano quantità sufficienti di sostanze basiche.
L'acidosi ha effetti negativi anche sulla matrice extracellulare. Infatti, variazioni anche lievi del pH del sangue comportano una alterazione delle proprietà chimico-fisiche dei proteoglicani, mattoni costituenti del tessuto connettivo. Questi sono complessi risultanti dalla combinazione di glicosamminoglicani (polisaccaridi, come il condroitinsolfato e il dermatansolfato) e proteine; unitamente all'acido jaluronico (altro polisaccaride caratterizzato dalla presenza di acido glucuronico), formano un vasto complesso macromolecolare polianionico. Tale struttura è in grado di legare l'acqua e conferisce alle articolazioni caratteristiche di elasticità e comprimibilità (caratteristiche fondamentali per il loro ruolo di cuscinetto/ammortizzatore). La capacità di legare l'acqua è strettamente dipendente dal grado di ionicità del complesso, e questo a sua volta dipende dal pH. Si capisce perciò come il tessuto connettivo (componente dell'osso, cartilagine, tendini e pelle) risenta di una variazione verso l'acido del pH, come in stati di acidosi. Ne consegue che un apporto di sostanze basiche, attraverso frutta e verdura ed anche supplementi di composti basici (per esempio, Basica), è di importanza fondamentale. Una conferma dell'importanza di una supplementazione basica per contrastare gli effetti negativi dell'acidosi sul sistema osteo-articolare è data dal recente studio di J. Vormann. 82 soggetti sofferenti cronici di dolori alla schiena hanno assunto per 30 giorni un integratore di sali minerali basici (Basica ) in aggiunta alla loro abituale terapia. I sintomi di dolore sono stati valutati con la scala di Arhus (ARS): i valori medi di ARS sono scesi del 49%, da 41 a 21 punti dopo 4 settimane di supplementazione. Tali risultati sono stati ottenuti in 76 pazienti su 82. La capacità tampone ed il pH del sangue sono cresciuti ad indicare la neutralizzazione di acidosi latente.
L'acidosi, oltre che sul tessuto connettivo, ha effetti indesiderati anche sulla massa muscolare scheletrica. Tali effetti sono stati descritti da Frassetto et al. in uno studio, in cui viene provato che l'acidosi cronica induce degradazione delle proteine muscolari e che la correzione dell'acidosi inverte l'effetto negativo. 14 donne in menopausa hanno assunto per un periodo di 18 giorni un integratore a base di bicarbonato di potassio (60-120 mmol/giorno). Come mostrato nei grafici, durante il periodo di supplementazione di bicarbonato è diminuita sia l'escrezione urinaria di acidi (Fig. 7) che quella di azoto totale (Fig. 8) . Contestualmente alla diminuzione di acidità endogena (cioè, alla correzione di una pre-esistente acidosi dieta-dipendente) si è avuto un risparmio di azoto, il che indica una conservazione delle proteine muscolari. Il risparmio dell'azoto è risultato tale da essere ritenuto sufficiente sia per prevenire la perdita di massa muscolare associata all'età che per il suo recupero da precedenti deficit.
La supplementazione di sali basici a soggetti di età compresa tra 20-83 anni (media anni 53), divisi in due gruppi (placebo e verum), per un periodo di tre settimane e con la stessa dieta , ha prodotto i seguenti risultati:
In una ricerca condotta su 42 giovani è stata trovata una significativa e positiva correlazione tra il valore di pH nel cervello ed il quoziente di intelligenza (IQ): minore è la concentrazione di acidi nel cervello, maggiore è il quoziente di intelligenza (Fig. 9) .
L'acidosi negli sportivi comporta disastrose conseguenze: le forze vengono meno ed il calo di rendimento diviene inevitabile. Il rischio di traumi aumenta, la muscolatura e l'apparato osteo-articolare ne risentono velocemente rendendo così impraticabile il training o la prova. Crampi muscolari, stiramenti, dolori sono le conseguenze più comuni di uno stato di acidosi dovuto ad eccessivo esercizio fisico. Per contrastare l'acidosi indotta da sforzo/esercizio fisico, è necessario fornire all'organismo sostanze basiche. Queste contribuiscono a garantire una elevata capacità prestazionale e ad accelerarne il recupero.
Basica Vital (granuli) Ingredienti:
lattosio, citrato di
calcio, citrato di sodio, citrato di potassio, citrato di
Dose giornaliera
consigliata:
* RDA = Dose Giornaliera Raccomandata
Basica Compact (tavolette)* Ingredienti: calcio carbonato, lattosio, magnesio carbonato, amido di mais, grasso vegetale idrogenato, zinco gluconato, citrato ferroso, citrato di rame, cloruro di cromo, molibdato di sodio, ioduro di potassio, selenito di sodio. Dose giornaliera consigliata: 1-2 tavolette con abbondanti liquidi ai pasti, 3 volte al dì. *Pratica alternativa alla forma in granuli (Basica Vital)
* RDA = Dose Giornaliera Raccomandata
Basica Instant (bevanda basica) Ingredienti: saccarosio, acido citrico, calcio carbonato, maltodestrine, magnesio carbonato, citrato di potassio, bicarbonato di sodio, citrato di sodio, lattosio, acido ascorbico (vitamina C), aroma di arancia, gluconato di zinco, citrato ferrico, citrato di rame, riboflavina (vitamina B2), cloruro di cromo, molibdato di sodio, ioduro di potassio, selenito di sodio. Dose giornaliera consigliata: assumere 3 cucchiai da tè di Basica Instant disciolti in un bicchiere d'acqua. Basica Instant si distingue per la presenza delle vitamine C e B2, la cui integrazione risulta utile per dare una copertura antiossidante in caso di attività fisica.
* RDA = Dose Giornaliera Raccomandata |
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